PAGINA SPECIALE DEDICATA AL PROGETTO L'ETÀ DELL'ORO (LA MUTA)

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Progetto ideato in relazione all'Avviso pubblico esplorativo per manifestazioni di interesse per l'acquisizione di proposte artistiche relative a produzioni inedite nell'ambito delle arti visive CANTICA21 - Italian Contemporary Art Everywhere

L'ETÀ DELL'ORO (LA MUTA)

Sintesi del progetto

L’opera è costituita da una teca in legno e vetro trasparente strutturata su più livelli. Al suo interno sono contenute una serie di sculture in oro, argento, bronzo, rame e ferro, realizzate a partire dall’esuvia di 28 serpenti. La scelta dei metalli riflette la successione delle età delineata ne Le opere e i giorni di Esiodo. Per la produzione di ogni elemento scultoreo sarà utilizzata la tecnica della “galvanizzazione”, procedimento applicato in ambito industriale in cui, tramite processo elettrolitico, è possibile ricoprire un metallo non prezioso con un sottile strato di un metallo più nobile. L’anima di queste sculture sarà l’esuvia di serpenti diversi: il cobra del deserto, la vipera aspis atra, il cervone, etc. L’opera sarà allestita negli spazi del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, aperto per vocazione alle “contaminazioni” con i diversi linguaggi della creatività contemporanea.

Informazioni dettagliate sul progetto

In un’epoca di conflitto e di crisi, mentre la pandemia che stiamo vivendo fa emergere in maniera ancora più decisa tutta la fragilità e la decadenza di una cultura che ha rotto l'equilibrio con il mondo naturale, L'età dell'oro (la muta) rappresenta un invito a riflettere sulla necessità di credere alla possibilità di stabilire una nuova armonia generale. La visione non vuole essere utopica, piuttosto intende rivolgersi a quella filosofia antica che auspicava, dopo epoche segnate da difficoltà, guerre e pandemie, l'arrivo di un tempo aureo in cui gli esseri viventi tutti avrebbero vissuto in una nuova pura innocenza. 

Per Età dell'oro si intende inoltre quel momento di totale sospensione ideale, in cui ordine e bellezza vigono quali regole di un ritmo complesso e sistematico. Un momento di completa distensione in cui convivono ricerca, spazialità, cultura e visione. Alla luce di tutto questo, i musei sono da intendersi come “l'età dell'oro della contemporaneità”, gli spazi di comunità che si incontrano nell'orbita di una dialettica delle differenze, per celebrare però un comune amore per l'arte e le sue declinazioni. Secondo questa visione, il MArTA appare come il luogo ideale di unione fra il pensiero dell’arte contemporanea e quello dell’arte antica. È perciò la casa dove trova dimora un progetto che muove i suoi passi dall’attualità nutrendosi della cultura antica di cui questo museo è simbolo e magnifico testimone. La collezione di arte greco-romana, in particolare gli Ori di Taranto, è la radice e la fonte di ispirazione del progetto.

L’età dell’oro (la muta) agisce da ponte simbolico fra antico e contemporaneo, fra una città ricca di storia e un’identità locale duramente ferita. L’opera rappresenta quel punto di crisi in cui non si risolve il conflitto ma si genera una trasformazione radicale, in cui il linguaggio della contemporaneità valorizza l’archeologia delle sue fondamenta, rendendo attualissima una cultura millenaria capace di leggere il futuro e ricostruirne le prospettive.

L'età dell'oro (la muta), racchiude in un’opera un pensiero, una speranza, un rituale. All'interno di una teca a dimensione umana, su più livelli di vetro trasparente, saranno racchiuse 28 esuvie di serpenti diversi: il cobra del deserto, la vipera aspis atra, il cervone etc. Le pelli saranno ricoperte in oro, argento, bronzo, rame e ferro, grazie alla tecnica definita “galvanizzazione. I metalli citati sono, ad eccezione del rame (simbolo di cambiamento e mutazione e perciò inserito insieme agli altri), quelli descritti dal poeta greco Esiodo nel testo Le opere e i giorni, opera fondamentale in cui, per la prima volta, si fa riferimento a L’età dell’oro. 

All’interno di questo contesto, l’artista recupera perciò un elemento simbolico di mutazione e trasformazione: l'esuvia del serpente. La nobiltà di questo scarto di natura sta nel restituirgli la sua parte simbolica, onorare il significato ancestrale e misterioso che reca: la capacità rigeneratrice della natura e delle sue creature.

L’opera verrà collocata in uno spazio deputato all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto. La sua progettazione ed installazione avverrà (in totale accordo con la Direzione del Museo) in modo da creare un rapporto organico e dialogico con le opere che già costituiscono la collezione permanente del MArTA. 

I materiali progettuali cercano, tramite tavole grafico/pittoriche, di restituire la natura principale del progetto, l’impermanenza e la mutazione simbolica di tutti gli elementi.

Finché, come auspicato da Virgilio, “tornerà l’età dell’oro”.

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Scheda tecnica

Titolo:

L’età dell’oro (la muta)

Medium

Teca in legno e vetro, elementi scultorei realizzati mediante bagno galvanico (oro, argento, bronzo, rame, ferro), materiali illuminotecnici a luce led.

Dimensioni

Base: cm 90 x 90

Altezza: cm 190

Particolarità tecniche

Come indicato anche nella sintesi del progetto, ogni elemento scultoreo posizionato all’interno della teca sarà realizzato mediante tecnica definita “galvanizzazione”. I metalli utilizzati saranno: l’oro, l’argento, il bronzo, il rame, il ferro (nichel). Da un punto di vista prettamente visivo, sarà molto interessante vedere e documentare la reazione di questi diversi metalli all’azione del tempo. Questa mutazione in atto di fronte agli occhi dei visitatori del Museo sarà da intendersi come caratteristica peculiare dell’opera, in grado di conferire al progetto quella natura di cambiamento auspicata fin dal titolo.

Modalità di allestimento e fruizione dell’opera

L’opera, in una prima fase, verrà esposta nell’ambito di una personale dell’artista allestita nelle sale espositive del Museo, in modo da creare un dialogo pregnante – ma nel contempo rispettoso delle specificità – con le collezioni archeologiche permanenti. Al termine della mostra, l’opera verrà trasferita in uno spazio di grande visibilità immediatamente adiacente al percorso museale, valutato di concerto con la Direzione del Museo. La collocazione permanente dell’opera sarà tale da non pregiudicarne l’originario legame, non accidentale ma organico e sostanziale, con le raccolte archeologiche costituenti il fondo principale del MArTA. Tale legame, lungi dal creare un contrasto tra opere culturalmente e cronologicamente distanti, intende avvalersi del linguaggio della creatività contemporanea per offrire un diverso punto di vista sul passato. Sia per le caratteristiche della teca che per la tipologia di illuminazione, l’opera sarà tale da inserirsi armonicamente nel contesto destinato ad accoglierla, secondo metodi e modalità di fruizione già sperimentati nell’ambito di un’istituzione che ha fatto del “Past for future” la propria idea portante (vedi Allegato 3b).

Progetto ideato in relazione all'Avviso pubblico esplorativo per manifestazioni di interesse per l'acquisizione di proposte artistiche relative a produzioni inedite nell'ambito delle arti visive Cantica21 - Italian Contemporary Art Everywhere

Progetto dell'artista Federico Gori in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, MArTA

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